Nel segno del Verdicchio e dei relativi ricordi, il filo ci conduce da Gajole ad uno dei luoghi dell’anima, a due passi da Jesi. Eccoci a Monte Deserto, in cui la letteratura di viaggio viene scritta dalla famiglia Socci, a partire dal 1973.
Il nostro primo incontro è stato a distanza, grazie ad una bottiglia di Verdicchio del 1993 firmata da nonno Umberto, in grado di far trasparire grande sentimento e potenziale d’invecchiamento.
Di padre in figlio, con lo sguardo a ciò che verrà, cercando di custodire il significato a cui ci si dedica con coraggio e tanta fatica, ogni giorno.
L’azienda vitivinicola si trova a Castelplanio, nel cuore di un areale storico, in cui questa piccola realtà si impegna a far percepire il vitigno al plurale. Un dolce invito a vivere le sfumature del Verdicchio, dietro cui ogni famiglia racconta ed esalta il proprio territorio, con rispetto, coerenza e soprattutto originalità.
Ho avuto l’onore di conoscere Marika e suo papà Pierluigi ad un evento in Umbria, dopo aver ascoltato ed ammirato l’amore che c’è oltre la superficie di ogni etichetta nel buongiorno in vigna del 2020.

Deserto è il vino del cuore, con più di 40 vendemmie alle spalle, in cui viaggiare a ritroso, per fermare il tempo, per leggere ed ascoltare, tutto ciò che ha da far sapere, dalla terra al cuore.
Impossibile non citare Peter Luis, nato come una dedica, all’ingegno, alla tenacia ed alla curiosità di esplorare nuovi sentieri, raccogliendo la prima base spumante nel 2012.
Passeggiare tra i ricordi, per immaginare nuovi spazi in cui sorprendersi insieme, coltivando valori da trasmettere alla nuova generazione, che un giorno potrà custodire tutto questo con responsabilità.


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